Piano Browniano
23-08-2006È quasi fine agosto … anno 2006 …
- sono sul volo Oporto-Brussel.
- Marilena torna dall’America, per la precisione tra quattro giorni.
- E da meno di due settimane ho scoperto che tra meno di un anno compirò Trent’anni…
E questo grumo sono io...
Ormai da nove mesi vivo in Germania. La vita è cambiata. Nuovi ritmi, nuove scommesse, Novità: quello che cercavo e per cui un anno fa ho deciso di cercare un nuovo lavoro … forse
… perché nascondere che il vero motivo è altro?
Che abbia a che fare con la mia fobia … terrore … della fine? … FINE, implicita ed esplicita…
Abbraccio il cambiamento, non il mutamento ordinato, teorico, verso un fine … amo il caos, il mutamento disordinato e senza senso in cui si perde e si ritrova la vita, il caos che è la vita.
Cambiamento: origine e fine a se stesso, che non implica giustificazione se non il fatto stesso di essere - essere che in quanto tale giustifica se stesso.
Abbraccio il cambiamento come unico punto fermo del mio microcosmo, unica ancora incastrata per sempre nel vuoto sconfinato.
Ecco, l’unico fine che non implica una fine … un fine con una fine all’infinito?!
Accetto il caso, che rende irrilevante ogni valore?! Cosa è bene e cosa è male, quando tutto si mescola e ricombina continuamente, cambiando volto, colore, consistenza.
Nel mio mondo casuale, quale coscienza mai potrebbe rimproverarMI la mancanza di un obiettivo, di un Piano? Mondo felice in cui un piano X, può assurgere a valore discriminante … obiettivo debole, evanescente e flessibile ad ogni soffio di vento, ad ogni impulso casuale ... un piano Browniano!
Ho seppellito l’esistenza di una struttura ordinata, che in quanto tale presuppone e vivifica Causa, Ragione, Scopo, Necessità?
Con i trent’anni seppellirò i miei 18! E darò finalmente una risposta alla domanda dei Venticique!!

